Intervento di Andrea Daldin – HSE manager di Pixartprinting S.p.A.
Ecco in che modo una tipografia può diventare leader di settore ed esempio di innovazione e sostenibilità
Pixartprinting è una realtà leader in Italia e in Europa per la stampa online. Ci racconta qualcosa di più sulla vostra azienda?
Pixartprinting è una tipografia e-commerce che in Italia ha due sedi, vicine a Venezia e Trento, per un totale di quasi mille dipendenti. Sviluppiamo quattro linee produttive: foglio singolo (es. bigliettini da visita e manifesti); bouquet magazine (es. quaderni spiralati e calendari); flatbed; roll to roll (es. etichette, bandiere, banner, ecc..). Nel 2023-2024 abbiamo nuove sfide su ricerca di nuovi prodotti con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale.
Quali sono le sfide che affronta l’RSPP di una tipografia online grande come la vostra?
In primis, è fondamentale impostare ogni attività secondo i valori dell’azienda, che è giovane e dinamica: innovazione, fiducia e passione. Sono proprio “innovazione” e “dinamicità” le parole chiave dell’ufficio sicurezza: siamo alla continua ricerca di nuove tecnologie da applicare per un’evoluzione in positivo. Questo può sembrare molto difficile, ma io la vedo come una grossa opportunità di crescita per me e per l’azienda.
La carta è la vostra materia prima, quindi c’è sicuramente un impatto ambientale importante. Avete adottato delle iniziative di sostenibilità per i vostri processi produttivi? Crede che ci sia un collegamento fra sicurezza sul lavoro e sostenibilità?
Assolutamente! Siamo molto impegnati nel dare il nostro contributo ESG e credo che non esista crescita senza un buon connubio di salute e sicurezza. Lavoriamo in ottica di riduzione dei rifiuti, la nostra carta è certificata FSC, tutto punta al carbon neutral. Con il progetto “Make the right move”, sensibilizziamo i dipendenti a fare mosse semplici ma non scontate, come ricordarsi di fare un uso corretto di luci e aria condizionata. La sicurezza e la sostenibilità non devono solo essere messe al primo posto, ma devono essere interiorizzate al punto che non bisognerà più parlarne.
Che consigli si sentirebbe di dare ad altre aziende del vostro settore in ambito sicurezza e sostenibilità?
Ogni azienda deve creare la ricetta che funziona meglio. Va detto, però, che ci sono alcuni ingredienti che non possono mai mancare: tutti i dipartimenti dell’azienda devono essere coinvolti e la direzione deve essere una parte estremamente attiva nella causa.
Progetti futuri?
Mentirei se dicessi che ce n’è uno solo in via di sviluppo, quello che però io ritengo un progetto decisivo è sicuramente quello lanciato quest’estate: i preposti del reparto produzione diventeranno dei veri e propri safety leader, abbandonando il loro ruolo prettamente normativo per essere molto più coinvolti negli aspetti pratici della sicurezza.
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