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Le componenti degli impianti aria – guida tecnica

Negli articoli precedenti, abbiamo chiarito cos’è un impianto aeraulico e quanto sia importante una sua corretta gestione igienica.

Ma da dove passa l’aria che respiriamo?

Cos’è un’UTA (Unità di Trattamento Aria) e come funziona?

Spesso parliamo di canali aria, o condotte aerauliche, ed è vero che l’aria circola al loro interno, ma non è da lì che comincia il suo tragitto.

Innanzitutto, l’aria viene introdotta nell’impianto dall’esterno attraverso l’UTA (Unità di Trattamento Aria), che si compone di varie parti.

  • Per prima c’è la presa d’aria esterna (PAE), che immette l’aria nel flusso;
  • successivamente, c’è la sezione di trattamento termo igrometrico dell’aria, cioè quella parte dell’impianto che la riscalda o raffredda a seconda delle necessità, seguita subito dalla sezione di umidificazione;
  • seguono i filtri, che ripuliscono l’aria dalle impurità;
  • infine c’è la zona motore, un ventilatore che ha il compito di far circolare l’aria attraverso le condotte.

Esistono vari tipi di UTA:

  • UTA con ricircolo, che preleva l’aria dall’ambiente esterno e poi la riporta fuori dall’impianto;
  • UTA senza ricircolo;
  • UTA con recuperatore, che non riporta mai l’aria all’esterno ma continua a filtrarla e a reimmetterla in circolo nelle condotte.

L’UTA può essere più o meno grande a seconda delle dimensioni dell’impianto aria in questione e della grandezza dello stabilimento in cui questo si trova.

Il passaggio dai canali aria agli ambienti indoor

Una volta trattata e uscita dall’UTA, l’aria inizia il suo percorso all’interno delle condotte di aerazione.

Ogni sistema di ventilazione è composto da un ventilatore di mandata che immette l’aria nell’ambiente indoor. Poi, se l’UTA ha la funzione di ricircolo, l’aria rientra nelle condotte finché non viene trasferita all’esterno dell’impianto attraverso il sistema di espulsione/estrazione.

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I fan-coil

Alcuni edifici non hanno una singola UTA, ma ne hanno tante più piccole chiamate fan-coil. I fan-coil sono delle piccole unità di trattamento aria disposte in vari punti dello stabilimento. Per esempio, in un’azienda di piccole o medie dimensioni potremmo trovare un fan-coil in ogni sala, o più fan-coil se l’ambiente indoor è particolarmente grande, come nel caso degli open space.

La differenza principale rispetto agli altri impianti è che, normalmente, gli edifici con fan-coil non hanno i canali aria esposti. Per questa ragione, le azioni di sanificazione vengono svolte in maniera diversa.

Salute ed efficientamento energetico

Perché sanificare il proprio impianto aria?

Ci sono varie ragioni.

Innanzitutto, per la salute. Avere un impianto aeraulico non garantisce automaticamente la salubrità dell’aria indoor. Per respirare aria pulita è fondamentale fare ispezioni frequenti che possano rilevare eventuali contaminazioni di tipo chimico o biologico e contrastarle tempestivamente.

Non farlo non solo va contro la legge (Decreto Legislativo 81/08), ma può anche causare gravi danni alla salute di chi si trova negli ambienti soggetti a inquinamento indoor.

Infine, si tratta anche di una questione di energy saving. Infatti, un impianto pulito è un impianto più efficiente, dove l’aria non trova ostacoli lungo il suo percorso: niente rallentamenti e blocchi significa minore dispendio energetico.

È importante ricordare che il risparmio energetico di un dato impianto dipende in gran parte dall’UTA, che al suo interno ha degli appositi sistemi di regolazione automatica, ma anche dalle condotte: tenere sotto controllo il proprio impianto permette di riparare anche eventuali perdite che porterebbero all’innalzamento delle bollette e a gravi disagi negli ambienti coinvolti.

Gli impianti di trattamento aria in tutte le loro parti, dalle canalizzazioni alle UTA, col tempo, si sporcano a causa di polveri, insetti, muffe e agenti patogeni. Per evitare malesseri e malattie anche gravi, è necessario intervenire con ispezioni e sanificazioni frequenti.

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