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Intervista Dott. Settimo – L’aria da sola non basta: l’igiene degli impianti indoor è parte integrante della soluzione

Dott. Gaetano Settimo, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento Ambiente e Salute – Reparto Esposizione a contaminanti in aria, suolo e da stili di vita. Coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale di Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità. Autore di numerose pubblicazioni in materia di qualità dell’aria indoor, è referente del Rapporto ISS COVID-19 n. 11/2021, “Indicazioni ad interim per la prevenzione e la gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2” del 18 aprile 2021.

Il concetto di Qualità dell’Aria Interna (Indoor Air Quality), nel nostro Paese ha fatto fatica ad affermarsi, anche se, in seguito alla recente Pandemia, la percezione sociale del problema è considerevolmente aumentata. Quanto è importante comprendere il valore della qualità dell’aria indoor? Qual è il suo impatto sul benessere quotidiano?
Il periodo storico che abbiamo vissuto e che stiamo cercando faticosamente di lasciarci alle spalle ha avuto un forte impatto su tutti noi, sia per quanto riguarda le Istituzioni che per i cittadini. Come Ricercatore e Coordinatore del Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) mi sono subito adoperato per mettere la mia esperienza a disposizione della collettività. L’Italia è stata tra le prime nazioni al mondo che sin dall’inizio della pandemia ha emanato dei documenti con misure specifiche: era il 12 Marzo del 2020 e già avevamo pubblicato le primissime indicazioni ufficiali sui comportamenti da adottare per gli ambienti indoor, con un approccio organico perchè nessuna singola misura può ridurre da sola la trasmissione della malattia. Bisogna implementare e completare tutte le misure in campo. Ricordiamolo bene, stiamo parlando di Pandemia, una situazione assolutamente anomala, non di quotidianità e che come tale andava affrontata. La qualità dell’aria indoor ha da subito ricoperto un ruolo fondamentale: sono sempre stato un convinto sostenitore della prevenzione primaria e della corretta gestione e manutenzione degli impianti d’aria. L’Indoor Air Quality è ormai un argomento di cui sentiamo molto parlare ultimamente, ma effettivamente molte persone fanno ancora fatica a comprendere l’importanza e la necessità di una gestione organica su più livelli che vede anche l’attenzione sulla igienicità degli impianti aeraulici nei luoghi di lavoro. Gli ambienti indoor, infatti, risultano molto complessi a causa dell’eterogeneità delle aree e delle sorgenti, che hanno caratteristiche emissive molto diverse. Vi invito a fare una ulteriore riflessione: mediamente una persona trascorre almeno una trentina d’anni nel luogo di lavoro, esposto a inquinanti di ogni genere. Sarebbe troppo ottimistico pensare che questo non abbia un impatto importante sulla nostra salute. 

Ancora oggi nel nostro Paese, non disponiamo di una normativa tecnica di riferimento, che possa dirsi esauriente sotto tutti i profili di cui si compone questa tematica. Vorremmo un suo parere.
Nel nostro Paese il grosso problema, a mio avviso, è la mancanza di formazione specifica e aggiornata sulla qualità dell’aria. Mi capita spessissimo di parlare con manager di grandi e medie aziende, di confrontarmi con loro e purtroppo
la formazione ha ancora oggi un ruolo marginale. Ma è esattamente da qui che dovremmo partire per gestire efficacemente ogni rischio: se non conosco il problema non posso risolverlo, se non valuto un rischio non posso
affrontarlo. Da anni studio l’impatto che l’inquinamento ambientale ha su di noi e posso sicuramente affermare che uno sviluppo di norme, criteri di qualità e linee guida è necessario per adattarlo ai tempi moderni.

Com’è la situazione in Europa?
L’Europa da qualche mese guarda a noi come l’esempio da seguire e di questo possiamo solo essere fieri. Da grandi problemi, come la Pandemia, possono nascere grandi soluzioni, una sinergia di idee e conseguenti azioni che portano
a innovazioni e nuovi punti di vista. Mai come oggi la qualità dell’aria degli ambienti in cui viviamo, studiamo e lavoriamo è al centro dell’attenzione generale e in Italia stiamo davvero facendo di tutto per generare sempre maggiore consapevolezza, quella che io chiamo l’Onda Culturale che dovrebbe prima abbattersi sul management aziendale e poi sui lavoratori che sono poi il vero capitale aziendale. Anche in Europa si sta diffondendo questa consapevolezza,
ma vedo che da noi le cose stanno migliorando più velocemente rispetto agli altri Paesi.

Alisea si occupa da più di vent’anni della gestione igienica degli impianti di trattamento aria. Ventilazione, Filtrazione e Sanificazione sono le tre grandi armi di cui oggi disponiamo nella lotta all’inquinamento indoor. A suo avviso, quali sono le altre tecniche per contrastare la contaminazione chimica e microbiologica negli ambienti di lavoro?
A mio avviso la capacità di adattarsi al periodo storico che si sta vivendo è sicuramente un ottimo approccio al problema. Se non avessimo adeguato fin dall’inizio della Pandemia le azioni correttive con una visione organica che hanno portato a delle indicazioni da eseguire anche sugli impianti, ne saremmo sicuramente stati colpiti ancora più duramente. È brutto dirlo, ma dalla Pandemia abbiamo imparato che la corretta gestione degli impianti è un’arma in più e spero davvero che questo sia servito a non ripetere gli errori fatti nel passato: la prevenzione primaria è fondamentale e la manutenzione di ogni impianto deve diventare parte integrante della gestione per evitare problematiche future. Nei mesi peggiori dell’emergenza sanitaria come Istituto Superiore di Sanità abbiamo dato chiare e precise indicazioni su come aumentare il controllo degli impianti, aumentandone la frequenza e non stiamo parlando della banale “pulizia”, ma di un corretto metodo di gestione da parte di professionisti.

Concludendo, una sua riflessione finale sull’indoor air quality e sul corretto approccio da seguire dopo l’emergenza pandemica.
Ancora una volta voglio sottolineare l’importanza del corretto approccio alla gestione degli impianti dell’aria, fatto da seri professionisti e non da improvvisati pulitori o manutentori. In futuro spero davvero che il nostro Paese possa fare tesoro delle esperienze passate, mentre vedo purtroppo che noi tutti tendiamo a dimenticare: manca di fatto una corretta programmazione periodica o definita per non trovarci ancora in situazioni così drammatiche. Questo periodo ci sta offrendo un’opportunità senza precedenti per ripensare strategicamente al modo in cui utilizziamo gli spazi indoor.

Ringraziamo il Dott. Settimo per la sua disponibilità e la semplicità con cui ha affrontato un argomento così complesso aiutandoci a fare chiarezza.

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