Negli ultimi anni, il termine sostenibilità è stato talmente usato da rischiare di perdere la sua forza originaria. Nato per ridefinire il rapporto tra economia, ambiente e società, è spesso diventato un’etichetta da applicare, più che un principio da vivere. Eppure, se si supera la superficie, la sostenibilità conserva un valore profondo, capace di orientare scelte industriali, sociali e tecnologiche. Non è solo un tema ambientale, ma un paradigma di gestione, un linguaggio comune per misurare responsabilità e competitività.
In un mercato sensibile ai criteri ESG, l’equilibrio tra impatto ambientale, sicurezza e innovazione digitale rappresenta un dovere e un vantaggio competitivo.
Le aziende più lungimiranti hanno compreso che la sostenibilità si realizza attraverso infrastrutture, processi e comportamenti concreti. Lo dimostrano gli smart building, progettati per ridurre consumi, migliorare la qualità dell’aria e garantire il benessere delle persone. Questi edifici rappresentano un’alleanza tra tecnologia e sostenibilità: sistemi automatizzati regolano temperatura e ventilazione, sensori monitorano la CO₂ e piattaforme digitali ottimizzano energia e manutenzione. Secondo il World Green Building Council, possono ridurre fino al 40% emissioni e costi operativi, offrendo al contempo un modello di lavoro più umano e produttivo.
La sostenibilità riguarda le persone. La sicurezza sul lavoro – componente fondamentale della dimensione “Social” dell’ESG – si intreccia con la progettazione degli spazi. L’edificio diventa parte della strategia di prevenzione grazie a sensori, illuminazione regolabile e comfort acustico e termico, riducendo stress e rischi indiretti. Ambienti ben progettati aumentano fiducia, produttività e riducono l’assenteismo. Secondo l’European Agency for Safety and Health at Work, le aziende che investono in sicurezza ottengono un ritorno medio di 2,2 euro per ogni euro speso.
Un tema chiave è la qualità dell’aria, spesso trascurata ma determinante per salute e produttività. L’inquinamento indoor può superare quello esterno, con effetti sul comfort e sulla concentrazione. Monitoraggio, ventilazione controllata e purificazione consentono ambienti salubri, rafforzando la cultura della prevenzione: investire in aria pulita significa investire nel capitale umano. Questi elementi – sicurezza, aria pulita, edifici intelligenti, innovazione tecnologica – definiscono una visione di sostenibilità autentica: ambientale, umana e organizzativa.
Le imprese sostenibili non si limitano a rispettare norme: ridefiniscono il modo di creare valore, distinguendosi per innovazione, trasparenza e capacità di attrarre talenti. In un’economia guidata da metriche ESG, la sostenibilità è indicatore di fiducia e solidità futura. Oggi la sfida non è più dimostrare la necessità della sostenibilità, ma saperla gestire in modo intelligente. Integrare sicurezza, digitalizzazione e benessere ambientale è un percorso continuo, in cui edifici, processi e persone sono parti di un unico ecosistema interconnesso. È in questo intreccio tra etica e performance, aria pulita e dati intelligenti, che si costruisce il vantaggio competitivo del futuro.
La sostenibilità non ha perso valore: va vissuta con autenticità, non come moda o certificazione, ma come architettura di fiducia tra impresa, persone e pianeta. Ed è in questa sintesi che le aziende capaci di respirare innovazione troveranno la loro forma più evoluta di leadership.
Tratto dall’editoriale di Angelica De Vito, Responsabile Sostenibilità EY, per Alisea Journal – Edizione 12
