La differenza tra pulizia ordinaria e sanificazione straordinaria

Differenza tra manutenzione ordinaria e sanificazione straordinaria degli impianti aria

La differenza tra manutenzione ordinaria e sanificazione straordinaria non è una questione di grado: si tratta di due interventi completamente diversi per ambito, competenze richieste e rilevanza ai fini della conformità.

Effettuiamo la manutenzione con regolarità, siamo in regola” è una delle convinzioni più diffuse tra i responsabili di impianto. In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di un equivoco che può esporre l’azienda a rischi concreti, tanto sul piano della salute dei lavoratori, quanto su quello della responsabilità normativa.

Manutenzione ordinaria: fondamentale ma non sufficiente

La manutenzione ordinaria comprende le attività di gestione di routine dell’impianto: sostituzione dei filtri, pulizia delle griglie e delle superfici accessibili, verifica dei componenti principali. Si tratta di operazioni indispensabili per mantenere l’impianto in efficienza. Il loro limite, tuttavia, è strutturale: agiscono esclusivamente sulle parti visibili, lasciando inalterato ciò che si trova all’interno delle condotte, nelle sezioni più profonde delle UTA e nei componenti di linea, ovvero esattamente dove si accumula la contaminazione microbiologica.

Sanificazione straordinaria: igiene certificata e conformità documentata

La sanificazione straordinaria è un intervento di igienizzazione completa che riguarda l’intero sistema aeraulico: condotte, unità di trattamento aria, componenti di linea ed elementi terminali. Non si basa su un’ispezione visiva, ma su un’analisi tecnico-ambientale preliminare che identifica contaminanti chimici, fisici e microbiologici e richiede tecnici certificati.

L’aggiornamento della UNI EN 15780:2025 non stabilisce frequenze di pulizia fisse, ma definisce intervalli minimi di ispezione differenziati per classe di qualità dell’impianto: dalla classe Media, che include uffici, alberghi, scuole e aree generali ospedaliere, alla classe Alta per laboratori e reparti di trattamento. È l’esito dell’ispezione a determinare se e quando intervenire con la sanificazione. La sentenza della Corte di Cassazione n. 27515/2025 ha ulteriormente rafforzato questo quadro: l’omissione nella prevenzione della diffusione di agenti patogeni può configurare il reato di epidemia colposa. La sola manutenzione ordinaria non è sufficiente a coprire questa responsabilità.

Il Metodo Alisea: dalla valutazione alla gestione integrata del rischio

In Alisea la sanificazione non è un intervento isolato, ma il risultato di un processo strutturato. L’analisi tecnico-ambientale preliminare consente di definire con precisione le azioni necessarie, le tempistiche e le priorità. Il risultato è un Piano di Gestione del Rischio documentato e verificabile, che garantisce e assicura una corretta e aggiornata conformità normativa degli impianti.


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